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Blog BIE

Fondazione Bambini in Emergenza / Blog BIE (Page 6)

“Floare de Colț” (che in Rumeno significa il fiore nato nell’angolo della strada, con un chiaro riferimento ai nostri beneficiari) è questo il nome dell’asilo che la Fondazione Bambini in Emergenza ha inaugurato il 25 settembre 2019 con il quale si propone di offrire in 3 anni a 45 bambini (di età compresa tra 3 e 6 anni), gli ultimi tra i più svantaggiati del quartiere Settore 6 di Bucarest, un’educazione prescolare eccellente secondo il metodo Montessori, che possa ‘compensare’ le mancanze subite nei primi 3 anni di vita, a causa di un ambiente familiare inadeguato, poco stimolante o reprimente, e recuperare eventuali ritardi già manifesti.
I beneficiari di età compresa tra 3 e 6 anni, accederanno attraverso una borsa di studio e dovranno provenire da famiglie con reddito sotto la soglia della povertà assoluta, monoparentali o con uno o entrambi genitori malati o non scolarizzati o con più di 3 figli a carico quindi impossibilitati a prendersene cura in maniera adeguata.

Il progetto verrà realizzato dalla Fondazione Bambini in Emergenza in collaborazione con il Settore 6 della capitale e l’Istituto Montessori di Bucarest (IMB).

nello specifico:

- Bambini in Emergenza si farà carico dei costi degli educatori Montessori, della formazione degli assistenti educatori Montessori, dell’acquisto del materiale Montessori e dell’arredo specifico necessario per l’allestimento di due classi Montessori 3-6 anni.

- Il Municipio del settore 6 di Bucarest all’interno del proprio quartiere metterà a disposizione un immobile su due livelli di circa 600 mq totali (dagli ambienti ampi e luminosi e circondato da un giardino (in piano) di circa 300 mq), all’interno del quale verranno realizzate le varie attività diurne. Si farà inoltre carico dei costi relativi alle utenze dell’immobile, ai pasti serviti ai bambini (colazione e pranzo) e al costo del personale di supporto alle attività educative;

- l’Istituto Montessori di Bucarest garantirà una supervisione continua delle attività educative svolte all’interno dell’asilo e una periodica formazione del personale. _

Il metodo educativo prescelto è quello Montessori perché, anche alla luce delle nostre esperienze pregresse e in corso, è ideale per sviluppare/recuperare nel bambino le abilità cognitive, manuali, ma anche comportamentali, emozionali e morali e indipendentemente dalle condizione socio-economica della famiglia di provenienza. Anzi, soprattutto sui bimbi che presentino in partenza ritardi o lentezze, il metodo Montessori si è dimostrato risolutivo e capace nel tempo di azzerare i divari iniziali tra coetanei.
La valutazione fisica dipende enormemente dalle condizioni generali e dalle patologie sofferte dal bambino. Peraltro il danno fisico oggettivo, cioè non indotto dall’abbandono (come difficoltà motorie da lunga permanenza al letto) come quello derivante dall’HIV, risulta essere quello meglio affrontabile poiché il trattamento sia nel centro che in famiglia è oramai standardizzato. Mediamente l’80% dei bambini se correttamente assistito non sviluppa la malattia con la crescita.

Nel 1997, all’interno dell’Ospedale di malattie infettive ‘Victor Babes’ di Bucarest, viene edificata una struttura prefabbricata, di circa 120 mq, dotata di stanze da letto, cucina, servizi, ufficio e sala riunioni, utilizzata come base logistica e residenziale per i numerosi volontari italiani, soprattutto medici, che prestano la propria attività sul campo.

 

Il Centro è stat la sede operativa di Bambini in Emergenza a Bucarest.

 

Molti progetti imprenditoriali emergono da un sogno. Come è stato per Bambini in Emergenza. In molti progetti imprenditoriali esistono affinità tra i valori di “famiglia” e i valori che si muovono nell’azienda, specie nelle aziende familiari.

Le aziende generano valore per se stessi e per il loro ambiente. Spesso poi l’azienda diventa anche la “famiglia” di chi ci lavora, che sia il proprietario o uno dei suoi dipendenti. Valori e interessi aziendali e valori familiari quindi possono incontrarsi.

Cerchiamo aziende che siano portatrici di questi valori familiari e di comunità, di aiuto reciproco e solidarietà. Una azienda può adottare uno dei nostri bambini, e ne diventerà nel tempo il suo mentore e la sua ispirazione per la vita futura.

Cosa riceverà una delle nostre “Aziende di Famiglia”:
  • – Accesso a tutti i contenuti riguardanti il bambino adottato nella nostra Area Riservata
  • – Contenuti media dedicati redatti dai nostri esperti, da condividere all’interno della azienda
  • – Accesso al nostro programma di volontariato di impresa
Scrivici e ti daremo le informazioni più adatte alla tua realtà aziendale.

1.

Donare il 5×1000 è obbligatorio?

Non è obbligatorio optare per la destinazione del 5×1000, si può scegliere di non farlo. Non destinare il 5×1000 non significa, però, pagare meno tasse, perché il 5×1000 non determina un aggravio fiscale (il 5×1000 è per sua natura una parte delle imposte che il contribuente deve comunque versare allo Stato).


2.

Se non dono il 5×1000 pago meno tasse?

Il 5×1000 è una quota dell’imposta sul reddito dovuta dalle persone fisiche allo Stato, non un versamento aggiuntivo. Se non si dona il 5×1000, il carico fiscale rimane invariato.


3.

Se non mi ricordo il codice fiscale, come faccio a donare il 5×1000?

Importante è ricordare il nome dell’organizzazione a cui si vuole destinare il 5×1000. Tramite il nome si può cercare l’ente nell’apposito elenco tenuto a cura dell’Agenzia delle entrate e presente sul sito istituzionale.


4.

Se presento il 730 precompilato sono obbligato ad esprimere una preferenza?

La destinazione del 5×1000 è sempre una facoltà, mai un obbligo, qualunque sia il modello di dichiarazione dei redditi utilizzato.


5.

Se presento il 730 congiunto, entrambi i coniugi devono scegliere a chi donare il 5×1000?

La congiunzione della posizione reddituale personale dei coniugi avviene unicamente in relazione alle operazioni di conguaglio, che saranno a cura di un solo sostituto di imposta (quello del soggetto che figura come “dichiarante”). La scelta sulla destinazione del 5×1000 rimane una facoltà di ciascun coniuge/contribuente, anche in caso di dichiarazione congiunta.


6.

Se non dono il 5×1000, che fine fa?

Se si sceglie di non donare il 5×1000, la corrispondente somma rimarrà nelle casse dello Stato. Se si sceglie di donare il 5×1000 senza specificare il codice fiscale di una organizzazione, l’inoptato verrà diviso tra le organizzazioni della categoria selezionata.


7.

Donare il 5×1000 è oneroso?

Donare il 5×1000 non è mai oneroso: il 5×1000 è una parte dell’imposta sul reddito che il contribuente deve (comunque) pagare allo Stato, a cui lo Stato rinuncia affinché sia utilizzato per finalità meritevoli di sostegno.


8.

Come dono il mio 5×1000 se non presento la dichiarazione dei redditi?

Si può donare il 5×1000 anche senza presentare la dichiarazione dei redditi compilando l’apposita scheda “Scelta per la destinazione dell’8×1000, del 5×1000 e del 2×1000 dell’IRPEF”, da trasmettere con le stesse modalità ed alle medesime scadenze del Modello 730 e della dichiarazione Redditi Persone Fisiche.


9.

Quali requisiti deve avere un’organizzazione per poter ricevere il 5×1000?

Il 5×1000 può essere devoluto esclusivamente alle organizzazioni ed agli Enti presenti nell’apposito elenco tenuto a cura dell’Agenzia delle Entrate.


10.

Che cosa è l’8×1000?

L’8×1000 è la parte (0,008) di imposte sul reddito delle persone fisiche che lo Stato devolve (in base alle preferenze espresse dal cittadino/contribuente) alle istituzioni beneficiarie che sono: Stato, Chiesa Cattolica, Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Evangelica Valdese, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, Chiesa apostolica in Italia, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Unione Buddhista Italiana, Unione Induista Italiana, Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai (IBISG).