Blog BIE

Fondazione Bambini in Emergenza / Blog BIE (Page 9)

‘Voglio una mamma!”, ‘’Voglio andare dalla mamma!’’, ‘’Vuoi essere tu la mia mamma? ‘’

E’ la richiesta più frequente da parte dei nostri bambini. La dott.ssa Florentina Palada psicoterapeuta di Bambini in Emergenza ci racconta cosa si nasconda davvero dietro a queste richieste da parte dei bambini, abbandonati alla nascita, di cui ci occupiamo nel nostro Centro in Romania.

La Romania è il primo Paese dell’Unione Europea per casi di abbandono: vi sono circa 57mila bambini abbandonati, 20mila vivono negli orfanotrofi, altri 37mila sono affidati a famiglie. Solo nel periodo luglio 2016-giugno 2017 sono stati abbandonati oltre 10mila bambini, secondo le statistiche dell’Autorità Nazionale preposta alla loro tutela e al processo di adozione. Un recente studio realizzato da Unicef, Banca Mondiale e Autorità locali ha individuato quattro principali cause dell’abbandono e della sottrazione dei figli alle famiglie di origine: la povertà (36%), la disabilità, l’ abuso e la negligenza.

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Benché la Romania stia registrando una crescita economica da record, superando persino la Cina, il Paese resta tra i più poveri dell’Unione. Il divario tra ricchi e meno abbienti aumenta e a farne le spese sono soprattutto i bambini. La maggior parte dei piccoli, che si trovano in un sistema di protezione speciale, provengono da famiglie molto povere che non sono in grado di offrire cibo e condizioni abitative adeguati. Sui tre milioni di bambini che vivono in Romania, metà è a rischio miseria, il dato peggiore della Ue.

Si calcola che siano circa 225mila i bambini che soffrono spesso la fame e il freddo e vivono soprattutto in campagna. Uno studio realizzato nel 2014 da World Vision Rom’ nia notava che la situazione dei bambini nelle campagne peggiora da un anno all’ altro. I bambini, vittime di abbandono oppure delle difficili situazioni economiche, arrivano in orfanotrofi che sulla carta dovrebbe essere accoglienti sia dal punto di vista materiale sia da quello umano.

L’affido è monitorato accuratamente e costantemente per tutta la sua durata attraverso incontri ricorrenti con il bambino (e i membri della sua nuova famiglia) e attraverso la sua attenta osservazione a casa, a scuola, con gli amici e durante le varie attività svolte quotidianamente. Allo stesso tempo anche la situazione economica della famiglia è periodicamente rianalizzata poiché, a di là dell’impegno profuso e della preparazione specifica delle “nostre mamme”, è importante che il contesto in cui vivrà il piccolo si mantenga stabile anche dal punto di vista economico.

Valutazioni psicologiche e rapporti periodici da parte dell’assistente sociale di Bambini in Emergenza e dai servizi sociali di competenza documenteranno il percoso fatto dal bimbo nel nuovo nucleo familiare. Importante sarà individuare e anticipare quanto possibile criticità sia nel bambino che nella famiglia che nel corso degli anni potrebbero minare il rapporto e creare difficoltà e inconprensioni.

Ogni anno per tutti bimbi in assistenza maternale e per i piccoli ospiti del Centro di Singureni, Bambini in Emergenza organizza una vacanza al mare con l’intento non solo di regalare a ciascuno di essi un soggiorno benefico e spensierato, ma che permetta all’equipe di Bambini in Emergenza di valutare la crescita di ognuno di loro anche al di fuori del contesto familiare consueto e conosciuto. Un incontro mensile tra le assistenti maternali di Bambini in Emergenza e l’équipe di Bambini in Emergenza offrirà un momento di formazione e di reciproco confronto. In caso di necessità, l’équipe potrà intervenire sul bambino con sedute di psicoterapia e sulla coppia con colloqui individuali.

Ecco la testimonianza di Francesco, in trasferta presso il Centro Pilota Andrea Damato di Singureni:“È vero, i dubbi prima di partire erano molti ma è bastato sedersi per terra e mettersi di fronte ai bambini per incrociare i loro occhi, occhi che mi hanno aiutato a prendere a calci le mie insicurezze, perché loro ti fanno sentire speciale. Entrare nel Centro Pilota Andreea Damato è stato come sbarcare su un’isola felice.”