News Mercoledì, 24 Ottobre 2018

Gli ho visto vuotare il mare delle infelicità con un bicchiere di plastica

Gli ho visto vuotare il mare delle infelicità con un bicchiere di plastica

Cade oggi il ventennale della scomparsa di Lorenzo Cuneo (volontario di Bambini in Emergenza tra il 1997 e il 1998) e che di rientro da una trasferta nel nostro Centro di accoglienza in Romania perse tragicamente la vita in un incidente stradale nel tentativo di soccorrere un automobilista in difficoltà. Lo ricordiamo con le parole di Mino Damato, il nostro fondatore:

“ Non è necessario conoscere la lingua del luogo, per riconoscere una colonna di luce o una montagna di cristallo. Il cuore sa quello che la lingua non potrà mai pronunciare, ne l’orecchio dire…”.

Questi versi di Khalil Gibran mi battevano nel cuore ieri mattina nel momento del distacco terreno da Lorenzo Cuneo, morto a 28 anni per soccorrere un automobilista in difficoltà sull’Autostrada del Sole.

Dove trovare le parole per raccontare questo dolore, tra le centinaia di ragazzi e di amici di tutte le età e di tutta Italia che ieri non riuscivano ad arginare la commozione dell’addio. O dell’arrivederci, per chi crede. Quante volte siamo stati sul campo insieme, volontari fianco a fianco per aiutare i bambini in difficoltà, un’umanità in emergenza in un pianeta impazzito che perde i valori dell’uomo giorno dopo giorno, minuto dopo minuto.

Quante volte ci siamo guardati occhi negli occhi, scoprendo quanto avessimo in comune tra due generazioni che hanno avuto infanzie diverse, adolescenze diverse e una visione del mondo che non può non essere diversa.Quante volte non ci siamo detti, perché non c’era bisogno di parole, che c’è una sintonia tra chi vuole essere propositivo a ogni costo, che avevamo e abbiamo fiducia nell’uomo e nel futuro, che volevamo e vogliamo fare le cose in fretta e bene, correndo contro il tempo e contro i tempi, in un paese che è diventato bizantino e sudamericano nello stesso tempo.

Abbiamo lottato e lottiamo contro le burocrazie, contro la politicizzazione di tutto compresa la carità e la solidarietà. Abbiamo riconosciuto l’uno nell’altro che l’importante non è parlare a vuoto, avvitandosi nelle discussioni e nella retorica ma rimboccarsi le maniche e fare.

Ma sono stato sempre, come tutti gli altri, superato dall’altruismo di Lorenzo, dalla sua generosità, dalla disponibilità verso tutti: verso chi aveva bisogno e chiedeva. E verso chi non chiedeva ma aveva lo sguardo chi sta perdendo, o ha perso, contatto con la vita.

E sono stato superato, come tutti gli altri, dalla sua energia che sembrava inesauribile. Come se il segreto della sua ricchezza fosse nei doni che offriva senza riserve a tutti quelli che incontrava sulla sua strada. Con un sorriso per tutti.

E con un sorriso ha affrontato le corse all’ultimo momento per superare gli esami universitari tra un viaggio in Bosnia e uno in Romania, nascondendo le ferite nel cuore di chi non riesce a fare per tutti tutto quello che avrebbe voluto fare. Salvare un bambino dall’Aids o un altro dalla guerra.

Gli ho visto vuotare il mare delle infelicità con un bicchiere di plastica senza disperarsi, senza lamentarsi.

É forse vero che non abbiamo bisogno di Eroi: ma l’Italia che crede nei valori e nel futuro di questo Paese ha bisogno di tanti Eroi del quotidiano. Uomini e ragazzi come Lorenzo Cuneo, corretti verso se stessi e verso gli altri, onesti nel cuore e nella vita di ogni giorno, con la gioia di donare senza chiedere nulla in cambio.

Lui, Lorenzo, ha donato anche la vita: eroe positivo che dà un segnale a chi non aveva fede e ora l’ha riconquistata, a chi non credeva nei valori dell’uomo e ora si sente più forte e più determinato.

Grazie Lorenzo, grazie giovane amico di questo fine Millennio".

Mino Damato

#bambiniinemergenza #unamammaancheperme #maipiùsoli

 

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